Angelo Calabrese  

Aprile 2005

E’ Vita Sempre

Innamorato di una fioritura, che sia d’azzurro come cielo puro o dell’incanto rosa del pesco a primavera, Egidio Perna ha il dono di estenderla all’universo che lo circonda: semplicemente ne colma le pupille e la reca a messaggio negli incontri che coinvolge nel suo incanto.

Colora pertanto un’emozione di quel colore che solo l’essenzialità dell’immediatezza sa rendere con la sobrietà e l’ingenuità, vale a dire la voluta genuinità, che chiarificano la comunicazione nel più vasto raggio.

Lo spirito di questa seconda raccolta, che s’aggiunge alla prima in un unico volume, ritrova il senso dei versi più “antichi”, quelli dei vividi ricordi, delle pene che bastano a ciascun giorno, delle motivazioni sentimentali e delle occasioni del vissuto, che non va perso nella vita con le sue luci ed ombre, rabbuffi di pioggia e capricci di vento, quelli che il poeta di “Miele e Fiele”, Gabriele Sellitti sapeva misteriosi sentieri per gli entusiasmi degli incontri e le desolazioni delle separazioni.

Può accadere davanti a una vetrina, tra le panchine di una stazione, sulla bocca di un portone:”…due fogli di carta / s’incontrano / e insieme si fanno aquilone”. Accade che poi pioggia e vento improvvisi impongano le separazioni e nel sereno che torna, inesorabilmente, il tarlo del rimpianto congiura a far più dolorosa la memoria degli addii definitivi. Egidio Perna non ha segreti: narra il suo amore, com’è nato e come si vivifichi con riconoscente passione, parla delle semplici cose, le più complesse invero, inconfutabilmente, che danno sapore e conoscenza, sapienza vale a dire, alla esistenza che giorno dopo giorno si commisura al valore delle umanissime dimensioni.

La voluta semplicità che connota la poesia di Perna, e questo accade anche nella sua pittura ricca d’incanti naturali, gli consente di salutare le ali delle farfalle che solleticano il sole, di avere cari gli uomini laboriosi, di sorvolare le malinconie, di proporre saggezza.

Lo fa con gli amici, sciogliendo nodi d’ira e di rancore con un sorriso che invita alla riflessione, al rispetto del ruolo: chi ha la consolazione della famiglia, non può consentirsi di ostinarsi nella reazione violenta e nel rabbioso puntiglio che infuria alla vendetta.

L’arte di Egidio Perna non ama i silenzi incupiti: rispetta del silenzio solo la musica, che viene dalla meditazione e dal ricordo, e la risolve in una parola che ha l’incanto prezioso delle cose comuni, semplici come l’acqua, come l’aria pura, i giochi che s’inventano i bambini quando non hanno compagni e vincono l’assenza dell’interlocutore con un dialogo che fa nascere, dall’unicità della tenerezza, le domande e le risposte in consonanza o in contrasto.

S’avverte nei versi, che propendono musicalmente alla rima, la certezza dell’uomo di fede: nulla si perde dei terreni dissidi, nulla delle partenze estreme del dolore che ha senso nel mistero: la speranza è nel ritrovarsi nella luce infinita. Questo sentire è di forte rilievo in un umano sentire che, per amore d’umanità, fa professione di medicina con scienza e coscienza e trasferisce nell’immaginario, quello della parola e dell’arte, semplici incanti, frammenti di fuochi della terra, magie d’ore salde nel cuore memore, sorrisi che hanno sapore d’ironia, mai maligna, neppure quando l’intrigo è nello scontro delle politiche oppositivamente ostinate.

In questa seconda raccolta s’avverte un più organico trasferimento dei sentimenti nella parola essenziale, ma le pagine del diario intimo si susseguono con i ritmi del cuore di sempre, fertili di rievocazioni e di eventi a sorpresa: i figli crescono, le scelte esistenziali li esigono nuovi alle fasi evolutive e i momenti essenziali sono ispirativi delle rapide annotazioni, come segnali di ogni acquisizione e di ogni sottrazione.

Pensieri dunque di vera presenza, docili al sentimento, emergenti d’impatto, sapidi, luminosi come faville che non si spengono nel logorio delle ore di tutti.

E qui si evidenzia il valore.