Luciano Anelli
Travagliato (BS) 8 Dicembre 1993
Egidio Perna si lancia con grande istinto verso il mondo dei colori dell’arte del novecento. Il 900 è ricchissimo di varie correnti artistiche (astrattismo, fovismo, post-impressionismo, espressionismo, arte materica, body-art, arte conflittuale, arte virtuale, arte povera, neo-avanguardia, controavanguardia, nuova avanguardia, ecc…) fino all’installazione di questi ultimi anni dove il quadro in quanto tale non esiste più.
L’autore nelle sue opere mostra una grande fedeltà alla pittura di tipo tradizionale. Egli attraversa le principali correnti artistiche di questo secolo, ma non appartiene a nessuna di queste;
Egidio Perna ci propone qualcosa di personale: il linguaggio del suo io, un linguaggio di colori e di forme forti, un linguaggio non sfumato, ma corposo, amalgamato, senza segni di esitazione. Definirei le sue opere delle “Visioni Naturali”, non dei veri paesaggi; esse rappresentano delle “visioni dell’anima” legate a momenti d’amore o comunque a momenti affettivi, costruite con colori forti, densi, materici, colori che scuotono, che danno un’emozione.

