Mino Iorio (Critico e Storico dell’Arte),

Febbraio 2026

 

Egidio Perna, pittura e poesia dell’intruso

I quattro elementi – Aria Acqua Terra e Fuoco – e i traumi generativi dell’esistenza

L’opera di Egidio Perna si colloca in un territorio espressivo singolare, in cui pittura e poesia nascono da una medesima urgenza interiore e si sviluppano come due linguaggi complementari di un unico atto creativo.

Medico di professione, artista per vocazione profonda, Perna attraversa da oltre trent’anni un percorso coerente e riconoscibile, pur rifiutando ogni appartenenza rigida a correnti o scuole. La sua è un’arte che nasce dall’esperienza vissuta, dalla memoria, dall’emozione, e che trova nella natura il proprio spazio simbolico privilegiato. Il filo conduttore di questa mostra è duplice e inscindibile. Sono i quattro elementi della natura – Aria, Acqua, Terra e Fuoco – e i traumi dell’esistenza umana, intesa come esperienza dell’intruso, colui che attraversa il mondo senza possederlo, ma lasciandosi segnare da esso.

In Perna il trauma non è soltanto ferita o lacerazione, è spesso evento fondante, occasione di crescita, origine di consapevolezza e di bellezza. E’ ciò che genera poesia e pittura. La natura è lo spazio interiore. I paesaggi di Egidio Perna non sono mai semplici vedute. Pur traendo spesso ispirazione dal reale, essi si configurano come visioni dell’anima, luoghi intimi in cui la natura diventa specchio dell’emozione. Come ha osservato la critica, l’uomo è quasi sempre assente dalle sue tele. Non vi è figura umana che agisca nello spazio rappresentato. Eppure la presenza dell’uomo è costante, percepibile come sguardo, come attesa, come memoria. E’ l’uomo che osserva da fuori, che contempla, che sente. Questa assenza-presenza genera una tensione profonda.

I paesaggi appaiono spesso immersi in un silenzio carico di significato, in un tempo sospeso che non appartiene all’uomo ma lo interroga. Si avverte un’attesa, un “non succedere” che amplifica l’intensità emotiva dell’immagine. La natura, così rappresentata, non è rassicurante in senso decorativo, ma autentica, primaria, talvolta inquieta. La Terra diventa le radici, la memoria, l’identità. E’ l’elemento del radicamento e dell’origine. Nei dipinti di Perna essa si manifesta attraverso prati fioriti, colline, alberi solitari, cipressi che scandiscono l’orizzonte. E’ una terra impastata di colore, resa materica, densa, fisica. Ma è anche terra della memoria, luogo dei legami affettivi, delle radici familiari, dell’infanzia e delle figure dell’età della giovinezza. Nella pittura come nella poesia, la Terra diventa spazio etico. Essa è il luogo della perseveranza, della fatica quotidiana, della dignità silenziosa. Qui il trauma è spesso quello della perdita, del tempo che consuma, delle stagioni che passano, ma è un trauma che si trasforma in testimonianza. L’arte diventa così atto di custodia della memoria, restituzione di senso a ciò che rischierebbe di scomparire.

L’Acqua, il tempo, la nostalgia e la trasformazione ha un profondo significato catartico. L’Acqua attraversa l’opera di Perna come metafora del tempo che scorre e della memoria che riflette. Fiumi, ruscelli, laghi, mare sono fatti di acqua che è elemento mobile e sfuggente, mai definitivamente afferrabile. Nessun uomo si bagna nell’acqua dello stesso fiume per almeno due volte nella vita. Lo dice Eraclito e Perna nei suoi quadri dà vita ad un’analisi spesso silenziosa ma sempre carica di energia latente, simbolo di origine e di dissoluzione. L’acqua è anche luogo della malinconia e del rimpianto, delle separazioni e degli addii. In essa si specchiano gli affetti, gli amori, le distanze imposte dalla vita. Tuttavia, anche qui il trauma non conduce mai alla disperazione. L’esperienza dolorosa viene accolta, elaborata, trasformata in canto e in immagine. L’acqua diventa così promessa di purificazione e di riconciliazione.

L’Aria invece è l’elemento della leggerezza apparente e della profondità emotiva. E’ presente nei cieli crepuscolari, nelle visioni notturne, nei toni azzurri e violacei che avvolgono molte opere di Perna. E’ l’aria del sogno, dell’attesa, della sospensione. In questi paesaggi il tempo sembra fermarsi, incastrato in un attimo di eternità. L’alba e il tramonto si compenetrano, la luce non è mai definitiva. L’aria rende questi luoghi spazi interiori, territori dell’immaginazione e del desiderio. E’ qui che il trauma si manifesta come attesa non compiuta, come aspirazione che resta aperta, come domanda senza risposta. Nella poesia, questa, questa dimensione si traduce in musicalità, in rime semplici e intenzionalmente “ingenue”, scelte come forma di autenticità e di immediatezza espressiva.

All’opposto il fuoco è emozione, è passione, è rigenerazione. Il Fuoco è l’elemento più nascosto ma più potente. E’ quello delle improvvise accensioni cromatiche che attraversano una pittura talvolta monocromatica. E’ il fuoco dell’emozione che scuote, che rompe il silenzio senza distruggerlo. E’ anche il fuoco del trauma più esplicito; quello del conflitto, della delusione civile, dell’ingiustizia osservata e vissuta. Nella produzione letteraria più direttamente impegnata, Perna attraversa questi temi con lucidità e ironia, trovando nell’arte una forma di resistenza e di salvezza. Ma è con la pittura che egli riesce ad indagare ogni curva del pensiero per poi tendere ad una rigenerazione. E’ speranza che la vita continui a rifiorire, che le stagioni si rinnovino, che la luce ritorni. E’ l’energia che consente all’artista di trasformare la ferita in creazione. Da questa prospettiva pittura e poesia sono un unico gesto. Non sono mai linguaggi separati. Nascono spesso da un’unica scintilla emotiva e si sviluppano come due modalità complementari di espressione. Le immagini intensamente cromatiche e le liriche brevi, musicali, affettive dialogano tra loro in un processo unitario. I suoi libri e i suoi cicli pittorici non sono semplici raccolte, ma spazi di relazione tra segno, parola e color. Anche quando la pittura domina per forza visiva, la poesia accompagna come voce interiore, come confessione etica, come testimonianza umana.

In conclusione l’arte di Egidio Perna non propone un’evasione illusoria, ma un percorso di riconciliazione. Attraverso i quattro elementi della natura e i traumi dell’esistenza, l’artista costruisce un linguaggio che afferma il valore della semplicità, della memoria, dell’amore sincero. E’ un’arte che non nega il dolore, ma lo attraversa, lo trasforma, lo sublima. In questi paesaggi silenziosi e intensi, in queste parole leggere e profonde, si avverte una fiducia essenziale che indica nella bellezza l’unica, potente, forma di speranza. Un miracolo imminente, come scrive la critica, è il desiderio che accompagna lo sguardo dell’osservatore lungo questo percorso espositiva.