Elio Bruno
Napoli giugno 2003 Quotidiano “Roma”
La poesia visiva è realizzata da Egidio Perna con colori ed immagini. Così ha scompaginato un libro,
che si intitola “Segni, parole, colori” (Edizioni Ritualia, pagg.49, s.i.p): un esempio di liriche illustrate da dipinti. Non sappiamo se siano nati prima i versi o le composizioni pittoriche. Forse la genesi è simultanea, il momento estetico è la scintilla che ha generato entr3mbi.
Perna è un napoletano, classe 1959, che esercita la professione di medico e mentre è impegnato nella difficile scienza del dio greco Esculapio ha trovato il tempo per frequentare le Muse non solo con diletto, ma pure con profitto. Dal 1993, infatti, ha allestito diverse sue mostre personali ed esposizioni , nelle quali, in un tripudio di luci e di colori, ricorrono e scivolano tinte morbide, campeggiano paesaggi agresti e fiori (papaveri e girasoli ), alberi, ruscelli, fiumi e laghi. Una rivisitazione cioè di visioni georgiche, che si sdoppiano e si riconnettono in un registro di pennellate e di canto, di luce nel bosco e tramonti su uno sfondo rurale con fugace apparizione del mare e delle stelle, ma con il predominio di altri elementi naturali sulla tavolozza.
L’ispirazione poetica è sollecitata dagli affetti intimi, familiari. Ecco l’immagine del padre, la figura della madre, il suo “modo di narrare i ricordi del passato…! Vedo le tue sorelle, una collana di romanzi,! e tuo fratello poeta (Santo Feliciello, n.d.r.), da una candela illuminato”.
Alla nonna Chiara è dedicato un distico bello ed efficace: “Litigava cori il vento…! le nascondeva il sole” ed alla figlia appena nata una dolce e cadenzata ninna nanna
con modulazioni di affetto e risoluzioni di riuscita invenzione: “Vedrai il sole quando nasce,! con un bimbo ancora in fasce,! vedrai il sole che va a dormire,! con un vecchietto all’imbrunire
Sembrano acquerelli o brevi canovacci di favole, che ricordano al lettore “I miracoli di Val Morel” (1971) di Dino Buzzati, un volume realizzato dalla fusione di testo e immagini da lui stesso disegnate.
La fantasia si concentra ancora nelle strofe della chiusa in un andirivieni di allusioni e metafore, giocate fra perifrasi e similitudini: “Vedrai la luna! nel cielo brillare,! e tutte le stelle! la stanno a guardare! Vedrai la mamma,! felice, che aspetta il dolce risveglio della sua figlioletta”.
Il libro contiene anche interventi di critici sull’attività pittorica di Perna, per il quale l’arte nasce da un processo unitario di poesia e pittura. Per questo le sue rime hanno spesso l’andatura di “canzonette” (non pensate a Giorgio Caproni e alla suggestiva “Rio ho” di Aldo Palazzeschi?) e di elegie.

