Antonio Bertè

Napoli, Febbraio 2003

Le inesauribili fonti di sensazioni che la natura offre a chi sappia contemplarla con occhi di artista stimola interessi per la riproduzione estetica.

Così le architetture di monti, di insenature, ruderi antichi, scogli, alberi, un mondo mutevole nella sua apparenza che può dare al sognatore malinconico, visione di una successione di forme e colori che incantano l’animo e lasciano profonde impressioni di vita.

La presenza della natura, il più delle volte silente, crea le occasioni che Perna coglie con autentica sensibilità. I suoi dipinti sono brani di umanità e certi paesaggi solitari e poetici assumono valore simbolico come suggerimento religioso. A veder mio la pittura di Perna è una sorgente di liricità e poesia. Egli è artista dalla precisa coscienza dei suoi limiti e spontaneità, dal vivo fermento cromatico. Il suo paesaggio diventa così un sentire dell’anima, uno scoprire nelle masse arboree forme di vita come brevi istanti di felicità. E alberi e pietre risorgono coi colori del silenzio con le tinte della propria illusione. Nell’osservatore “sensibile” è vivo il desiderio di lasciare la città coi suoi aridi interessi. Nascondersi all’ombra di queste “tele” di Perna è ritrovare nella luce degli ideali più semplici, lo slancio e la perduta libertà.